“La svolta nelle indagini per il barbaro crimine avvenuto ad Anguillara rappresenta una fonte di amara consolazione sullo sfondo di un femminicidio che colpisce il Lazio e tutta la nazione.
Mi congratulo con gli investigatori e con il procuratore di Civitavecchia, dottor Alberto Liguori, per la professionalità con cui hanno condotto l’inchiesta, scoprendo i resti della povera Federica Torzullo e dando un contributo decisivo nella ricostruzione della verità, che dovrà essere affidata a un processo per il reato di femminicidio, recentemente introdotto dal Parlamento.
Credo che una volta di più sia necessario affermare con forza che la società ha un urgente bisogno di implementare la rete di protezione delle donne.
Inoltre, ricordo che denunciare ogni abuso e informare le forze dell’ordine e i professionisti del 1522 alle prime avvisaglie di comportamenti violenti rappresenta un’arma di difesa che va utilizzata senza indugio: dobbiamo batterci affinché sia uno strumento conosciuto a tutte le donne sul territorio italiano, per smettere finalmente di contare le violenze, gli abusi e le morti evitandoli prima che accadano”. Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Emanuela Mari.









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