“Tra gli obiettivi principali delle riforme messe in campo c’è proprio quello che i medici di medicina generale siano presenti all'interno delle Case di comunità, le nuove strutture territoriali, perché sono quelli che meglio conoscono i pazienti. Il che significa andare incontro a una sanità più moderna, più di prossimità, più vicina ai cittadini e capace perciò di decongestionare i pronto soccorso. Riempire le nuove strutture con i medici in numero adeguato per fornire ai cittadini l'assistenza territoriale necessaria è la priorità: progressivamente, saranno le singole Aziende sanitarie a determinare il proprio fabbisogno e a distribuirlo in modo equo tra i medici, nei limiti delle risorse economiche individuate, garantendo comunque una presenza minima di almeno un medico in ogni casa di comunità.
Un passo in avanti concreto nell’interesse della salute e dei cittadini”, conclude Emanuela Mari.









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