CIVITAVECCHIA - «La demolizione e messa in sicurezza della centrale di Torre Valdaliga Nord, annunciata dal Governo attraverso le parole del ministro Pichetto Fratin, rappresenta il sigillo su un futuro diverso per il nostro territorio».

Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Emanuela Mari.

«Dopo 70 anni, si entra nella vera transizione energetica e la decisione di demolire l'impianto consentirà la piena occupazione delle imprese dell’indotto per alcuni anni, passando gradualmente e contestualmente all’attuazione dei progetti già presentati. È il punto di arrivo di un percorso che è stato costruito nel tempo, con la legge a firma Battilocchio-D’Attis e con l’impegno di Regione Lazio, che ha fissato gli obiettivi attraverso il lavoro degli ultimi quattro anni del tavolo istituzionale e che ora coordinerà - attraverso la figura commissariale affidata alla vicepresidente Angelilli - la fase operativa dei nuovi progetti da mettere in campo.

Non nascondo la soddisfazione, anche personale, che non deve comunque far perdere di vista i risultati da garantire al territorio: salvaguardare tutti i posti di lavoro e creare fonti di nuova occupazione era il traguardo che ci eravamo posti ed ora che lo abbiamo davanti agli occhi dobbiamo, ognuno per la funzione che gli spetta, fare la nostra parte per assicurare all’area di Civitavecchia uno sviluppo diverso, fatto di certezze ed innovazione, impegno dal quale Enel non può sentirsi esclusa dopo 70 anni di sfruttamento del sito», conclude Mari.